Rossi Marcello


n. a Rosignano (Alessandria-Italia) il 27 maggio 1847; prof. ad Alassio il 30 genn. 1871; m. a Torino il 27 marzo 1923.


Alla sua entrata nell’Oratorio nel 1869 non era più un ragazzo, perché aveva già 22 anni, essendo stato costretto ad aspettare la maggiore età prima di poter disporre liberamente di sé. Di umili natali e di scarsa istruzione, lo nobilitavano però i doni della grazia e lo arricchiva la scienza dei santi. Venne subito occupato nella libreria, dove in mezzo ai libri e nel frequente contatto con persone istruite comprese la necessità di dirozzarsi. Possedendo una mente aperta, approfittava di tutto per arricchirla di cognizioni, mentre imparava da don Bosco a mettere ogni impegno nel lavorare per il Signore. Così, terminato l’anno di prova, fece i voti triennali senza prevedere che una forza maggiore gli avrebbe permesso di anticipare i perpetui. Infatti, caduto gravemente infermo, chiese e ottenne di fare la professione perpetua. Ma la mattina appresso il medico doveva costatarne la perfetta guarigione. Don Bosco aveva assoluto bisogno di un portinaio abile e coscienzioso. Egli ravvisava in Marcello Rossi l’uomo che faceva per lui; non credette però di dargli l’incarico, senza essersi accertato della sua resistenza fisica. Perciò gli disse di prendere l’ufficio provvisoriamente, non essendo ancora sua intenzione di lasciarvelo sempre. Quella dunque fu la consegna; ma tale rimase per la durata di 48 anni, nei termini cioè di un semplice incarico temporaneo. Un fare accogliente e per nulla ricercato; ritto della persona, netto negli abiti, una mano dentro l’altra, due occhi placidi e accorti; volto benigno e riservato, eloquio misurato e senza scatti. Nei momenti di respiro, leggeva, scriveva, pregava. Ecco la vita di Marcello per circa mezzo secolo. Don Francesia, che lo diresse spiritualmente per 22 anni, scrive di lui: «lo che ebbi la bella sorte di conoscere per anni e anni la delicatezza di questo carissimo confratello, posso testificare che non saprei come rimproverargli la più piccola colpa volontaria, e potrei paragonarlo alle anime più perfette ».


Bibliografia

G. B. FRANCESIA, Rossi Marcello il coadiutore salesiano,Torino, SEI, 1925, pp. 90.


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