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Dassie Domenico

Lettera scritta al’età di 32 anni da Domenico Dassie all’Ispettore don Giuseppe Zavattaro due giorni dopo la prima professione, fatta a Bagnolo Piemonte

il 30 ottobre 1966.

Rev.do Sig. Ispettore.

Oggi sento un gran desiderio di esprimerle quanto ho nel cuore. Avrei voluto esprimermi in sua presenza ma forse non avrei trovato le parole, e poi aveva così poco tempo e tante cose per la sua mente  più importanti che quella di stare ad ascoltare me.

Allora voglio approfittare con questo scritto per comunicarle  quanto mi sta a cuore e sperando sia a lei gradito  e non le faccia perdere troppo tempo.

Prima di tutto la ringrazio per aversi incomodata  a venire fin qui per ricevere la mia professione, che con gioia e trasporto del cuore ho vissuto quei momenti così solenni per un’anima che desidera dedicarsi per la maggior gloria di Dio e per il bene del prossimo.

Sono così entrato a far parte della grande famiglia salesiana e questo mi rende ancora più felice, sebbene cosciente dell’impegno assuntomi nell’osservanza delle regole e costituzioni di questa società.

Faccio ora parte della sua ispettoria dove lei ne è il superiore supremo. La mia donazione al Signore la voglio compiere  come è dovere, e cioè, attraverso i miei superiori, quindi mi metto interamente nelle sue mani assieme a quel poco che so fare per essere il più utile possibile all’ispettoria, alla congregazione e all’anima mia.

Sono felice e contento per il posto assegnatomi in questa casa di Bagnolo, spero di compiere a perfezione il mio dovere, prima di religioso e poi per tutto il resto.

Poi, qualora avesse bisogno di qualcuno che si sacrifichi un po’, sono sempre disponibile con piena gioia di poter servire, in qualsiasi genere di bisogno; naturalmente sempre dentro alle mie possibilità e capacità, che come sa sono molto ristrette. Qualora avesse bisogno di una vita…? Ecco la mia. Sono pronto. Se desidero recarmi nelle missioni, carissimo mio superiore non è per desiderio di vivere qualche avventura  o cose del genere, ma solo e unicamente per amore al sacrificio. Il mio ideale è:  mi devo e mi voglio sacrificare e voglio assolutamente vivere e morire per questo ideale, e se lei mi aiuterà a seguirlo  e certo che il Signore non farà che benedire  l’aiuto che lei mi porterà.

Quindi metto tutto nelle sue mani e non voglio assolutamente forzarla a mandarmi in missione , pèrché capisco che facendo così non farei la volontà del Signore. Io dico a lei … Mi mandi pure in missione quando mi crederà abbastanza maturo  e capace a qualcosa.

La mia gioia è grande per il fatto di essermi consacrato al Signore, perché mi sentoo molto più vicino a Lui e sento la sua presenza in me,  e spero che questo fervore del mio cuore abbia da accompagnarmi per tutta la vita che così sarà felicità servire il Signore, anche nei più ardui sacrifici. Com’è bello servire il Signore in letizia.

E’ salesiano più grande chi più sa darsi e più sa rinunciare all’”io”. Sono queste, Sig. Ispettore, le sue testuali parole nella predica di domenica scorsa. Spero e mi sforzerò di vivere da tale.

Ora riceva i miei più cordiali saluti, dal suo  aff.mo in Don Bosco Santo e in Gesù Cristo

Domenico Dassie

Perdoni il mio male scritto…                            Bagnolo 1° novembre 1966

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