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servo di Dio, martire, n. a Sevilla (Spagna) il 9 marzo 1876; prof. a San Vicente dels Horts il 23 agosto 1897; m. a Sarriá nel 1936. 


(cfr. E. Valentini - A. Rodinò, Dizionario biografico dei salesiani, a cura dell'ufficio stampa salesiano, Torino, S.G.S., 1969, p. 232).


Visitando nel 1891 la casa salesiana di Barcelona, fu così ben impressionato dalla gentilezza e bontà del direttore don Filippo Rinaldi, che un anno dopo fece domanda di ammissione alla Società. Avendo attitudini speciali per la pittura, seguì la scuola delle arti decorative e di disegno con notevoli progressi. Lavorò in seguito come maestro disegnatore nella scuola professionale e formò molti giovani artisti. Nel medesimo tempo fu attore di teatro e bravo regista. Nonostante tutti questi suoi doni e capacità, visse umile e di esempio a tutti. Durante la rivoluzione marxista (1936), costretto ad abbandonare il collegio, si stabilì in un piccolo albergo, donde poté essere utile a molti confratelli. Ma fu tradito da un ex-allievo di Sarriá,che era stato allontanato dal collegio a causa della sua condotta. Prima di essere condotto via dai soldati, il coraggioso religioso seppe perdonare al suo traditore. Nella stessa notte Ramos fu fucilato senza processo. Non si poté ritrovare il suo corpo. Il processo diocesano di beatificazione fu introdotto il 15 dicembre 1953.