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beato, martire, n. a Vitoria (Alava-Spagna) il 24 sett. 1910; prof. a Mohernando il 12 ott. 1933; m. a Madrid il 9 nov. 1936. Beatificato il 28 ottobre 2007.


(cfr. E. Valentini - A. Rodinò, Dizionario biografico dei salesiani, a cura dell'ufficio stampa salesiano, Torino, S.G.S., 1969, p. 180).


Fece gli studi presso i Marianisti. Le sue virtù di pietà solida, spirito di sacrificio e carità andavano di pari passo con i doni straordinari dello spirito e dell'intelligenza. Nel 1926 entrò nel seminario di Vitoria. Terminata la filosofia, sentendo la chiamata a uno stato più perfetto, entrò tra i Salesiani. Fece il noviziato a Mohernando. Nonostante la sua istruzione, preferì farsi coadiutore per spirito di umiltà. Fu un educatore ideale; possedeva belle doti naturali per questa missione, e le mise generosamente al servizio della gioventù. Era musico, sapeva dipingere, aveva una buona penna. Nella rivoluzione marxista (1936) egli si trovava nel collegio di Ronda di Atocha. Quando i soldati rossi invasero il collegio, si salvò, ma il senso di responsabilità lo fece ritornare. Fu arrestato e condotto in prigione, dove seppe conservare il suo carattere ottimista e incoraggiare i compagni. Insieme con altri fu fucilato fuori città. Il processo diocesano di beatificazione fu introdotto il 9 ottobre 1956.