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Seregno (Mi) n. il 4 agosto 1904 e m. il 20 dicembre 1993


Edoardo Bagarotti nasce a Seregno (Mi) il 4 agosto 1904 da Giovanni e Giovanna Schiatti. Riceve il Sacramento del Battesimo il giorno seguente nella Basilica Prepositurale di S. Giuseppe e la Cresima il 10 giugno del 1912. Orfano di padre a 13 anni, cresce in una famiglia numerosa e modesta: il padre era bottaio. La mamma era donna dal carattere piuttosto austero e religiosissima. Frequenta l’oratorio del paese con passione, “spesso si doveva mandarlo a chiamare”. Degli anni dell’adolescenza si ricorda che lavorava all’ufficio postale per la consegna dei telegrammi e che la sua scelta vocazionale resta legata a un corso di esercizi spirituali predicato da un missionario del Pime invitato da don Silvio Corti, l’Assistente dell’oratorio. A quella esperienza sono legate anche altre vocazioni seregnesi. Ma ascoltiamo la testimonianza di un anziano che lo aveva conosciuto frequentando l’oratorio, testimonianza che dà colore ad anni lontani: 

«Edoardo, nella sua adolescenza era un vivace bricconcello che ne combinava della belle. Don Silvio lo seguiva attentamente e con lui i suoi amici dello stesso stampo. All’oratorio erano irrequieti, ogni tanto sparivano, dopo aver timbrato il cartellino di presenza. Il campo di calcio era la loro meta. Anche alla scuola Mercalli lasciarono il segno quando, il giorno in cui presero un voto negativo, penetrarono nella loro aula e cambiarono il voto, con tutte le conseguenze che ne derivarono da parte dei professori e dello stesso bidello che li inseguì con tanto di manico di scopa. Non parliamo poi delle famiglie. Un altro episodio: quando si sono vestiti da ragazze per andare a vedere il teatro all’oratorio femminile. A quei tempi era proibito ai maschi vederlo, ma quella sera recitavano le sue sorelle come prime attrici e lui le voleva vedere per poi commentare e prenderle in giro. Anche la sorella dell’Assistente aveva il suo da fare per controllare le uova nel pollaio, perchè non poteva mai fare affidamento sul numero previsto delle uova sia per le torte come per le frittate. Però don Silvio attendeva in cuor suo e li curava con tanta attenzione perchè prevedeva che da questo gruppo dovevano nascere un giorno giovani generosi che avrebbero dato tanti frutti nell’apostolato missionario. Infatti lo stesso Assistente disse che la vocazione sbocciò durante gli esercizi spirituali per la festa di San Luigi tenuti da un predicatore del Pime. Questo loro voler andare in missione destò la meraviglia di tutti coloro che li conoscevano, sia parenti che compagni e sacerdoti». Nei suoi quaderni spirituali ci sono alcuni cenni al periodo della giovinezza (continua nell'allegato).


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