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n. a Parzyrow (Polonia) il 10 febbr. 1879; prof. a San Benigno Canavese (Italia) il 25 sett. 1901; m. a Grossrosen (Germania) il 5 ott. 1944.


Venne in Italia con l'intenzione di farsi prete, ma per difficoltà incontrate, si dedicò all'arte del sarto, che imparò a San Benigno Canavese. Tornato in patria, fu caposarto nella scuola professionale di Oswiecim e poi in quella di Varsavia. Si trovava nel noviziato di Czerwinsk (1939) quando i Tedeschi requisirono la casa: il coadiutore Plucinski ritornò a Varsavia. Arrestato il 7 febbraio 1944, venne trasferito al campo di concentramento di Grossrosen. Maltrattato crudelmente e torturato in modo brutale fino alla rottura delle ossa, morì il 5 ottobre. Il suo corpo fu cremato. Il coadiutore Plucinski fu uomo di grande sacrificio. Lo spirito salesiano, attinto alla culla stessa della Congregazione, lo guidò sempre, e vi rimase fedele fino alla morte.